4/1995

CD Classica

giudizio tecnico: buono, interpretazione: ottima

Paolo Bordoni, pur essendo un raffinato virtuoso, possiede per natura uno stile esecutivo che tende all'essenziale ricerca dei valori espressivi più intimi. Prova ne e questo doppio CD Divox, che raccoglie lavori di condivisa destinazione salotteria (il primo CD è composto di Valzer di diversi autori, il secondo di varie danze di Schubert), ma in realta alquanto distanti nelle valenze psicologiche che i diversi autori davano alle brevi composizioni di facile ascolto. Non tutto il programma del cofanetto e ugualmente congeniale a Bordoni. Il rubato esibito nei tre valzer di Chopin che aprono il primo disco non appare convincente. Si avverte pure la mancaza di una reale adesione al decadentismo più o meno raffinato di Zichy, Liszt o Godowsky, che pure sono affrontati da Bordoni con consumata perizia tecnica. Appena pero ci sposta sui terreno di un pianismo il cui interesse risiede sopratutto nell'economia dei mezzi impiegati, allora si puo ritrovare il miglior Bordoni, la sua capacità di arrivare immediatamente al cuore del problema espressivo anche e sporatutto nei pezzi più scoperti. I quattro valzer di Grieg, stralciati dai Pezzi lirici, La plus que lente e la Valse romantique di Debussy, ma ancor più i settanta minuti di magnifica «Schubertiade», sono all'insegna del rigore sintetico, dell'intelligente invenzione timbrica, della più genuina passione ricreatrice. La terribile e leggera sincerità schubertiana fa evidentemente parte del corredo emotivo di Bordoni, che ritorna in grande stile al suo autore più rappresentativo. Un esempio su tutti è il Minuetti D600, sicuro motivo di commozione per molti e garanzia di altri due minuti e dieci secondi d'immortalità per Bordoni: la collaborazione espressiva tra basso pizzicato, algida parte sopranile e coerenza del ritmo, rimanda inevitabilmente ad alcune tra le più toccanti interpretazioni bachiane di Gould.