Musica

08.09.1995

Musica

Nonostante l'affollarsi di infinite edizioni che spuntano come le foglie a primavera, le Quattro Stagioni continuano a uscire in svariate edizioni talora modestucce a talaltra eccellenti; com'é il caso di questa bella versione firmata da Giuliano Carmignola e dai Sonatori de la Gioiosa Marca, nonché vivificata da una superlativa qualità della ripresa sonora. Vi soffia un vento di freschezza, di briosa voglia di suonare e di farsi voler bene.Le descrizioni della natura e dei suoi mutevoli cambiamenti sono piacevolmente rese dagli strumenti dei giovani esecutori veneti, con tutto il sottile garbo che le parti richiedono e con assoluto e preciso dominio delle note e degli archetti. Il pregevole violino di Giuliano Carmignola ricama scintillanti merletti di suono, disegna scatti capricciosi ed incanta nella cromatica tavolozza di un raro, eccitante virtuosimo, impreziosito dai nobili armonici del suo inestimabile «Pietro Guarneri» (Venezia 1773). Un motivo in più per accostarsi a questo raffinato disco è rappresentazione, intelligenti ed acute, di Giulio Gattinara, il quale mette a fuoco, con precise parole, la tradizione filosofica dell'Imitatio naturae e razionalizza, in termini che ad altri riuscirebbero di difficile espressione, il significato psicologico dei caratteri dei vari ambiti tonali lungo i quali si snoda il percorso di queste celebri e sempre dilettevoli pagine del Settecento italiano. Giuliano Gattinara, come è stato recentemente ric ordato da MUSICA, è scomparso, in ancor giovane età, nel gennaio scorso.