3/1996

Suonare

Marca trevigana, s'intende. I suoi Sonatori hanno oramai compiuto tredici anni. Per un gruppo italiano convertito alla musica antica e alla prassi filologica senza fanatismi ma con consapevolezza, significano la maggior età. E non potevano scegliere modo migliore per chiedere diritto di cittadinanza anche nel giro internazionale. Si sa, VIvaldi è un lasciapassare garantito: qui però il nome e le musiche del «Prete Rosso» sono servite con prestanza espressiva e fervida competenza stilistica. In realta i Sonatori de la Gioiosa Marca sono al secondo incontro discografico di rilievo con VIvaldi: avevano esordito, sempre sotto etichetta Divox con «le quattro stagioni» e altre concerti interpretati da un defilato ma indiscutabile talento violonistico dei nostri giornim, Giuliano Carmignola. Il felice sodalizio replica. All'intelligente e godobilissimo impaginato, che raduna i rimanenti «concerti con titoli», consegue una letura strumentalmente effervescente. Non sulla linea dimostrativamente controcorrente del Giardino Armonico, per capirci: i Sonatori cercano la brillantezza ma non rifiutano raccoglimento, la sottolineatura morbida, la tinta pastello veneziano. In modo che il violonismo estroso ma classicamente adamantino di Carmignola abbia la possibilità di esprimersi senza forzature, con malinconica eppure elettrizzante eleganza.