Settembre 2006

MUSICA

SACD: Opere omnia Vol 1

L'eticetta svizerra Divox Antiqua propone una vera rarità discografica, ovvero l'integrale della musica per organo di Claudio Merulo (1533–1604). Si tratta di quattro CD - per ora sono disponibili i primi due, corrispondenti al primo volume - affidati all'organista cremonese Stefano Molardi e dedicati ai due libri die Toccate (1598 e 1604) al primo libro di Ricercari (1567) e ai tre libri di Canzoni (1592, 1606 e 1611) di Merulo. Nato a Correggio, Merulo fu dapprima organista nella Cattedrale di Brescia (1556), poi passò a Venezia, presso la Basilica di S. Marco (a fianco di Annibale Padovano), dove vi rimase per circa un trentennio (1557–1586). Successivamente fu a Parma, come organista di Corte, poi della Cattedrale, e infine della chiesa die S. Maria della Steccata. Virtuoso della tastiera, Merulo, è unaniemente considerato come esponente di primissimo piano del genere della Toccata. Particolarmente importanti sono infatti i suoi due libri di Toccate, in cui all'elemento improvvisato, tipico dell'Intonazione, iniziano ad affiancarsi sezioni di scrittura imitativa (forma embrionale del binomio toccata e fuga).

Prendiamo a prestito le parole della premessa ai CD di Merulo, firmata da Luigi Fernandino Tagliavini: "la sua (di Merulo) opera cembalo-organistica non è frequentemente abbordata dagli esecutori, forse smarriti di fronte all'estrosità imprevedibile e al lussureggiante dispiegarsi di "diminuzioni" delle toccate e intimoriti da rigore di scrittura dei ricercari, dalla vastità d'elaborazione dei versetti liturgici, dall'esuberanza d'ornamentazione delle canzoni intavolate", e aggiungiamo che Molardi, invece, si trova veramente a proprio agio con l'impervia scrittura tastieristica di questo compositore. La sua natura, manifestamente virtuosa, brilla in modo particolare nelle Toccate e nelle Canzoni. Si aggiungia a ciò anche la scelta degli strumenti. Per i primi tre CD si tratta dell'organo construito da Vincenzo Colombi tra il 1532 e il 1533 per il Duomo di Valvasone e ripristinato dall'organaro Francesco Zanin nel 1999, nonché unica testimonanza della scuola organaria veneziana cinquecentesca. Mentre nel quarto CD viene utilizzato l'organo costruito da Costanzo Antegnati nel 1588 per la chiesa di S. Nicola ad Almenno S. Salvatore, nella provincia die Brescia. Due pregevolissimi strumenti in perfetta linea con gli organi utilizzati da Merulo. Il primo, di scuola veneziana cinquecentesca, come appunto gli organi di S. Marco a Venezia e il secondo, di scuola lombarda cinquecentesca, come i tre Antegnati delle Cattedrali di Brescia e Parma, nonché della Steccata (sempre a Parma).

La lettura di Molardi non vive solo di puro virtuosismo tecnico, ma anche di consapevole rigore filologico, come ampiamente dimostrato dall'estetica della registrazione. Infatti, l'interprete si avvale della tabella per la registrazione dell'organo di Valvasone "Tutti li modi di sonar con l'Organo" - conservata nell'archivio parrocchiale - che anticipa di circa cinquant'anni i metodi di registrazione contenuti ne "L'Arte Organica" (1608) di Costanzo Antegnati e ne "Il Transilvano" (1609) die Girolamo Diruta.

Un'incisione che andrà a costituire un fondamentale tassello all'interno della storia della discografia organistica.

Michele Bosio

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