Franz Xaver Mozart, il più giovane dei due figli di Wolfgang Amadeus Mozart, fu musicista com lo erano stati io padre e il nonno. Di talento precoce, ebbe tra i suoi maestri quanto di meglio la Vienna di quel periodo potesse offrire: Hummel, Albrechtsberger e Salieri tra gli altri. Conobbe suo padre solo attraverso le partiture di casa e i racconti della madre Konstanze, essendo nato quasi orfano il 26 iuglio 1791. L'influsso che hanno avuto su di lui le opere paterne deve essere stato enorme, almeno a giudicare dal pezzo che inaugura quest'integrale Divox dei suoi lavori da camera con pianoforte. Il Quartetto in sol minore op. 1, pubblicato a soli 11 anni, è imparentato, guarda un po', con l'analogo Quartetto in sol minore del padre e mostra nell'ancor giovanissimo artista quella naturale predisposizione alla complessità dissimulata che era propria di Wolfgang. Il Trio Ravinia e il violista Rohde non sottovalutano quest'aspetto e danno un'interpretazione alquanto plausible del Quartetto, dimostrando anche buone doti tecniche personali e d'insieme. Qualque rigidezza ritmica ed alcune sporadiche scontatezze nelle scelte dinamiche non inficiano una lettura in generale attendibile. Nell'esecuzione della Sonata op. 19 si note uno scarto fra il temperamento focoso del violoncellista Hörr e la chiara ma un po' algida dizione pianistica della Sasaki. L'interpretazione della Sonata per violino e pianoforte op. 7 risente di una tecnologia più modesta rispetto al resto del CD. Peccato perché Schmidt, già secondo violino del Quartetto Hagen, sembra possedere spunti di particolare intelligenza, che però all'ascolto vengono solo intuiti a causa di un'ingombrante immagine sonora die pianoforte. Il suo riscatto avviene comunque nella seconda Sonata l'op. 15, la realizzazione più convincente del CD.