10/1992

Musica

Quattro stelle

Originale e intelligente il programma di questo CD, realizzato a Baden-Baden nell'aprile del 1991: alla famosa pagina mozartiana, difatti, viene accostato un Quintetto mai registrato prima d'ora, opera di un musicista che ai suoi tempi fu molto importante. Antonin Reicha nacque a Praga nel 1770 e morì nel 1836 a Parigi, dove era diventato un personaggio di rilievo nella vita musicale del tempo. Giovanissimo, fu adottato dallo zio Joseph, noto violoncellista e direttore d'orchestra praghese, e avviato agli studi musicali con grande successo. La sua attività di flautista fu instensa, rivestendo un ruolo importante nelle trasformazioni tecniche apportate allo strumento nei primi dell'Ottocento. Nel suo Quintetto si respira fin dall'inizio un'atmosfera mozartiana, sottolineata da facilità di fraseggio e spigliatezza di colloquio. L'inventiva è brillante, elegante e immediata, ma tendenzialmente fine a se stessa: ben lontana dalle struggenti magie che affiorano dall'apparente sepmlicità di Mozart. Reicha fa virtuosistico sfoggio di stili pre e post mozartianim dal Settecento italiano al dopo Beethovenm con chiari echi belliniani e donizettiani: stili perfettamente assimilati e inseriti in un discorso musicale unitario e personale. La splendida lettura del Quartetto Amati, integrato da un clarinettista dal fraseggio eccezionale e in assoluta comunione di gusto per i colori sonori e per i dettagli emotivi, esalta sopratutto la piacevolissima costruzione dell'«Andante» con il gustoso colloquio fra clarinetto e violoncello, e l'orecchiabile ma tutt'altro che banale «Allegretto» conlusivo. Bastano tuttavia le prime note di Mozart per schiudere le porte di un mondo completamente diverso: più luminoso e tormentato in quel suo tanto caratteristico caleidoscopio di ritmi e di fraseggi sempre cangianti, insauribile miniera per degli interpreti dotati di fantasia. Come in questo caso: un musicalissimo e incalzante colloquio fra gli strumentim, difatti, conferisce all'interpretazione dell'Amati una rara capacità di sottolinerare l'inesauribili ricchezze contrapuntistiche e di «far leggere» la musica, come davanti a uno spartito. Le note accompagnatorie sono generose di notizie - solo in tedesco e in inglese - sia sul solista che sul giovane (è stato fondato nell'81), du sui MUSICA ha recensito i CD con Brahms, Donizetti e Schubert.