L'interesse di ascoltare la stupenda Notte trasfigurata di Schönberg, poema su testo di Dehmel, nella versione di Eduard Steuermann per trio con pianoforte (l'originale è per sestetto d'archi), si accompagna con la novità rappresentata dal Trio dello stesso Steuermann, pianista e compositore allievo di Schönberg e primo interprete dell'intera sua opera. La proposta della case svizzera è presentata con note estremamente accurate che comprendono anche l'intero testo ispiratore del lavoro schönberghiano. Inutile dire che l'effetto timbrico dell'ascolto di quest'opera è totalmente diverso sia dalla versione per sestetto, sia dalla trascrizione amplificazione per orchestra d'archi: nulla di sontuoso e di magmatico, tutto invece molto chiaro. Ma l'aggiunta dello strumento a percussione - tale è in fondo il pianoforte - nulla toglie al potere incantatorio e fascinatorio della musica. E nel suo Trio del 1954, Steuermann si rifà per certi versi, allo Schönberg dei primi anni del secolo, a questo composito e fascinoso linguaggio in cui i portati della nuova tecnica seriale - per Schönberg di là da ventre - sono compromessi con atmosfere tonali di derivazione brahmsiana. Ringraziamo la Divox e i tre giovani del Ravinia Trio per questa proposta, che è da porte - anche per l'esecuzione, precisa e fascinosa - tra le più accattivanti della recente discografia cameristica.